Non si conclude nel migliore dei modi la regular season della Ener Payton Bari, travolta nella vasca della capolista Promogest, peraltro motivatissima a conquistare i tre punti che le avrebbero consentito di conquistare matematicamente la prima posizione in classifica. Ma se la sconfitta poteva anche essere messa in preventivo considerando il divario tecnico, di esperienza e di stimoli tra le due squadre (e comunque va ricordato che all’andata i baresi riuscirono a bloccare i sardi sul pari), il 12-5 subito da Di Pasquale e compagni non può non far scattare il classico campanellino d’allarme nell’entourage biancoverde alla vigilia del playout contro la Rari Nantes Imperia, terzultima del girone Nord, che deciderà il destino di salvezza o di retrocessione del team barese in questo campionato. Non sono piaciuti né l’atteggiamento né il gioco espressi dalla formazione di Mister Tau, in affanno sin dalle prime battute e mai realmente in partita. Era l’occasione per testare la condizione globale della squadra in vista dell’appuntamento atteso ormai da quasi un terzo del campionato: se è questa c’è seriamente da preoccuparsi.
“Non è stato certo il miglior prologo in chiave playout” – il commento a fine gara di un delussissimo Mister Giovanni Tau, tecnico della Ener Payton Bari – “mi attendevo una gara diversa sia dal punto di vista tecnico-tattico, sia e soprattutto sotto l’aspetto della maturità e della mentalità. Abbiamo mostrato scarsa personalità, lasciando agli avversari la possibilità di imporre il proprio gioco senza mai lasciare un nostro segno tangibile sulla partita. Il problema è più che altro di testa, senza la testa non si va da nessuna parte”. E per ritrovarla Di Pasquale e soci hanno solo sette giorni: sabato prossimo sarà già playout, per la prima gara della serie in Liguria contro Imperia.
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