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L'opinione

TAV, Introna: “Sì alla protesta, ma no ai nuovi Lanzichenecchi”

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

 

“Sì alla corretta protesta ambientalista, ma al bando le fionde contro agenti e lavoratori e NO! al turismo internazionale della violenza”. Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, commenta i gravi disordini intorno ai cantieri della TAV in Val di Susa. “Il dissenso va tutelato ed è quello manifestato dai movimenti, dai valligiani, dalle famiglie unite nella contestazione al progetto dell’alta velocità nelle Alpi piemontesi, ma non si può non aprire gli occhi davanti al comportamento sconsiderato di gruppi di facinorosi che hanno come unica opzione l’aggressione e lo scontro”.
Sono “nuovi Lanzichenecchi”, secondo il presidente dell’Assemblea pugliese. “Era formato da stranieri un terzo dei dimostranti che armati di fionde, pietre e bombe carta hanno assalito i cordoni di polizia e gli operai al lavoro. Trecento dei circa mille black bloc sono spagnoli, oltre a tedeschi, austriaci, francesi, perfino cileni – osserva Introna – e tra gli italiani tantissimi sono extraregionali, truppe dì importazione”.
“Questa non è protesta, è ribellismo e non favorisce la causa delle popolazioni locali, che hanno tutto il diritto di contestare e di ottenere risposte dal Governo nazionale”, nota ancora Introna.
“La TAV è un’infrastruttura di valore strategico per i collegamenti europei: tanto più per le Istituzioni c’è il dovere di ascoltare chi contesta democraticamente le scelte. Non è possibile, invece, consentire che professionisti della sedizione vengano a seminare feriti e terrore, a restringere spazi di confronto e di dialogo. Ed è intollerabile – conclude il presidente - che la violenza si scarichi sui giovani delle Forze dell’Ordine posti a presidio dei cantieri e dei lavoratori stessi. No ai nuovi Lanzichenecchi che discendono le nostre valli, la civiltà democratica del nostro Paese è matura e mette al bando ogni forma di violenza”.
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