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Fondale marino

Trivellazioni alle Tremiti: la Puglia ricorre al TAR

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

 

Non cala la tensione della Puglia sui pericoli per l’Adriatico, continua l’impegno a difesa delle Tremiti e dei litorali minacciati dalle trivellazioni petrolifere. Come auspicato dal presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, l’Assessorato all’ambiente e l’Avvocatura regionale hanno individuato i contenuti del ricorso dell’Amministrazione pugliese al TAR contro il decreto del 29 marzo 2011 del ministro Prestigiacomo, che di concerto con il Ministero per le Attività Culturali ha espresso giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del programma della società Petroceltic Italia di ricerca sismica di idrocarburi al largo delle coste abruzzesi e molisane, “con la tecnica di Air Gun”.
I presupposti fanno capo a tre aspetti principali: il mancato coinvolgimento della Regione Puglia nonostante la prossimità dell’area di prospezione alle isole Tremiti, le autorizzazioni sollecitate per singole fasi e non per l’insieme dell’intervento, la frammentazione della ricerca in diverse richieste parziali di permessi per zone attigue.
L’autorizzazione, infatti, è limitata al momento alla sola indagine sismica e rinvia ad una successiva valutazione l’escavazione del pozzo di prova e le attività estrattive. Di contro, la giurisprudenza consolidata in materia di VIA, confermata tra l’altro dalla sentenza del TAR Lecce sui permessi analoghi della Northern Petroleum nell’Adriatico meridionale, prevede “l’inquadramento organico delle problematiche e degli impatti da valutare sull’intera opera a realizzarsi”. “Ci è preclusa – osserva il presidente Introna - una valutazione dei possibili impatti legati a ricerche che hanno conseguenze certe sull’ambiente marino e sono finalizzate ad attività di estrazione di idrocarburi caratterizzate da rilevanti ricadute sull’ambiente marino e sulle attività economiche costiere”.
Da qui la decisione di impugnare dinanzi al TAR competente il decreto e tutti gli atti connessi, oltre ad un “intervento ad adiuvandum negli eventuali ricorsi proposti da altri soggetti portatori di interessi”.
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