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Sovraffollamento

SEL e PpV: Carceri emergenza sociale e umanitaria

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

 

“Con la visita di oggi nel carcere di Bari abbiamo toccato con mano quello che il governo regionale denunciava da tempo, che ora purtroppo  è esploso in un’emergenza sociale e umanitaria. Sovraffollamento, i tagli di personale e di risorse del governo nazionale, a ridurre le carceri in luoghi in cui i detenuti spesso rinunciano alla vita.
L’hanno dichiarato i Presidenti dei gruppi consiliari SEL e Puglia per Vendola, Michele Losappio e Angelo Disabato, al termine del sopralluogo, che hanno effettuato al carcere di Bari, in prospettiva della seduta del Consiglio regionale del 14 luglio che eleggerà il Garante dei detenuti.
“570 i detenuti del carcere di Bari - hanno aggiunto i consiglieri regionali - che superano di gran lunga la capienza del penitenziario, che è di 300 posti, attualmente ridotta a 200 a causa dei lavori di riattamento in corso. Il 30% dei detenuti sono  immigrati.
Una situazione preoccupante, continuano gli esponenti di SEL e PPV, quella delle carceri su cui il Governo nazionale senza alcun indugio fa tagli a tutto campo, al personale di polizia penitenziaria, amministrativo e medico con blocchi di turn over, e alle risorse finanziarie. Il carcere di Bari riceve dal Ministero della Giustizia 5.000, 00 euro l’anno per la manutenzione. Anche il Ministro dell’Istruzione Gelmini ci ha messo del suo. Portando il numero degli studenti per classe a 30, nelle carceri non consente la formazione delle stesse per il numero esiguo che spesso è costretto a dividersi ulteriormente per ragioni di convivenza legate  a faide interne tra i detenuti. A Bari, infatti, la scuola media superiore è ferma al terzo anno”.
“La Regione Puglia tuttavia - precisano Losappio e Disabato - non ha rinunciato a fare la sua parte.   
Il nostro intervento si pone due livelli, la formazione e la sanità. Con i corsi formazione finanziati da bandi regionali abbiamo pensato a creare delle professionalità, che contribuissero  non solo alla finalità della pena rieducativa ma che alla fine del periodo di restrizione della libertà personale i detenuti potessero spendere per un reinserimento sociale e lavorativo”.
Il fotovoltaico e il riciclo dei rifiuti i settori su cui i detenuti baresi si stanno concentrando con grande soddisfazione dei loro formatori.
“Per quanto riguarda la sanità - concludono i consiglieri Losappio e Disabato -  abbiamo sentito medici, farmacisti e infermieri, che avrebbero voluto essere interpellati sulle scelte importanti che il governo regionale ha operato in questo periodo di ristrettezze finanziarie. Tuttavia presto all’assessore alla sanità Tommaso Fiore sottoporremo la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa tra le Asl e gli Istituti penitenziari, affinchè recepiscano l’intesa raggiunta tra il Ministero della Giustizia e la Conferenza Stato Regioni”
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