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Le dichiarazioni

Cassano (PdL): "Acqua bene comune? Sì, ma non in Puglia"

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

 

Una dichiarazione del consigliere regionale Massimo Cassano, viceapogruppo Pdl in Consiglio regionale, che addita Nichi Vendola per non essere stato proprio coerente con la sua linea ideologica inerente all'ultimo referendum sull'acqua come bene pubblico.
"I servizi legati alla distribuzione dell'acqua non dovevano essere gratuiti? E invece la Regione Puglia proprio ieri ha approvato un ordine del giorno sulla rimodulazione delle tariffe dell'acqua in base alle fasce di reddito. Un'iniziativa che personalmente condivido e che ripristina un fondamentale percorso di equità, di solidarietà e di giustizia sociale, ma che poco ha a che vedere con quanto predicato da Sel e dal presidente Nichi Vendola al tempo della campagna referendaria sulla liberalizzazione che – stando così le cose -, non ha prodotto alcun vantaggio agli utenti ed ha di fatto bloccato i percorsi di liberalizzazione e privatizzazione che riguardano un po' tutti i servizi. Non solo, in Puglia al danno si aggiunge la beffa con tariffe dell'acqua che ancora prevedono la quota del 7% relativa alla remunerazione del capitale investito, quota che invece i cittadini pugliesi non dovrebbero pagare e che deve essere sostituita dal costo effettivo per l’approvvigionamento delle risorse finanziarie necessarie agli investimenti, secondo un calcolo che tenga conto dei tassi abitualmente praticati sul mercato. A questo punto non sorprende che l'AQP ha chiuso il bilancio con un notevole utile, grazie anche a quelle tariffe applicate, tra le più alte in Italia e con ogni probabilità destinate ulteriormente ad aumentare, alla faccia dell'acqua bene comune".
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